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Prefetto Cosimo Vincenzo Macrì
di Enzo Viola
Il Dott. Cosimo Vincenzo Macrì era arrivato a Pavia nella sua veste di Prefetto nel gennaio del 2005, con il sorriso sulle labbra e nel ricordo del suo periodo trascorso nella nostra città da Vice Prefetto Vicario.
Dopo qualche mese ho avuto modo di conoscere il Dott. Macrì ad una cena del Kiwanis Club e devo dire che il primo impatto è stato quello di trovarmi di fronte una persona che rifuggiva dai soliti atteggiamenti di palazzo per calarsi nella realtà quotidiana con umanità e simpatia.
Questa impressione mi è stata confermata nel successivo incontro in Prefettura in occasione della consegna della tessera di Socio del nostro Sodalizio a seguito del trasferimento di iscrizione dalla sezione di Savona.
Altre sono state le occasioni di incontro dove sempre traspariva quel desiderio di mettere tutti a proprio agio, di riavvicinare il palazzo al semplice cittadino, quella disponibilità ad ascoltare le ragioni di tutti per affrontare i problemi anche più complessi per trovarne la giusta soluzione.
Amava stare tra la gente e spesso lo si poteva incontrare in città mentre passeggiava, a volte solo, fermandosi con i cittadini, parlando con loro delle problematiche socio economiche della nostra provincia, per porre domande, per cercare risposte alle domande che gli venivano poste.
Senza dubbio il dottor Macrì ha lasciato un grande vuoto anche nella nostra associazione cui era particolarmente legato, dimostrando la sua amicizia anche quando non poteva essere con noi, magari attraverso una telefonata od un telegramma di partecipazione.
La sua figura resterà sempre tra di noi, a ricordarci di come si possono rivestire cariche di alto livello con semplicità, con umanità, con comprensione.
L’Associazione Nazionale Carabinieri di Pavia non ha perso solo un socio, ha perso un vero amico la cui immagine ed il cui insegnamento resteranno sempre tra di noi ricordandoci come ognuno di noi debba svolgere il proprio compito con l’impegno e la dedizione necessarie per esserne degni.
“La mia è una vita – amava dire – di un servitore dello Stato”.
Grazie per quanto ci hai dato, grazie per l’amicizia che ci hai offerto, grazie per la tua disponibilità, grazie per la tua presenza continua nella nostra città, nella nostra Associazione, al nostro fianco al fianco di ogni cittadino.
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